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Così i green influencer provano a far breccia nella generazione TikTok

La strada della sostenibilità e i social network sono un binomio in rapida ascesa

di Biagio Simonetta

Così i green influencer provano a far breccia nella generazione TikTok
(Adobe Stock)

La strada della sostenibilità e i social network sono un binomio in rapida ascesa

E se i social media diventassero un alleato prezioso per sensibilizzare le persone sulle tematiche legate all’emergenza climatica. A giudicare da alcuni esempi, pare stia già andando più o meno così. Qualcuno li ha ribattezzati “green influencer”, ed è un movimento in crescita.

Si tratta di utenti con un certo seguito che stanno sfruttando la loro visibilità sui social per raccontare storie sul clima e per trasmettere la giusta empatia su una tematica così importante.

La logica è quella che conosciamo già: l’influencer (in questo caso green) diventa per molti utenti un modello a cui ispirarsi, ma anche una fonte per trovare informazioni su un dato argomento – la sostenibilità ambientale, in questo caso specifico - che vadano al di là dei canali tradizionali. E gli argomenti spaziano: lambendo anche l'abbigliamento e la cucina, purché sia tutto rigorosamente ecosostenibile.

A fare un po’ da apripista, in questo settore, è stata Greta Thunberg, attivista svedese diventata personaggio di fama internazionale per le sue battaglie comunicate principalmente sui social. E a proposito di social, i green influencer sono molto attivi su Instagram, ma stanno crescendo velocemente anche su Facebook e TikTok.

Uno degli esempi più importanti è Jack Harries, regista e attivista green molto seguito sulle varie piattaforme, che su YouTube conta più di 3,7 milioni di iscritti. Jack pensa a YouTube come il luogo ideale per «organizzare ed educare» le persone sulla crisi climatica. E ha realizzato una serie chiamata “The Breakdown” per la piattaforma streaming WaterBear (gratuita ed incentrata su tematiche ambientali), creata lo scorso anno da produttore del documentario Netflix “My Octopus Teacher Ellen Windemuth”, e supportata dal principe Harry, Lily Cole e Maisie Williams.

Si tratta di una serie Tv con episodi molto brevi, rivolta alla cosiddetta “generazione TikTok”, consente agli spettatori di fare clic per firmare petizioni e impegnarsi con eventi in difesa del clima.

«In un certo senso i social media si sono trasformati nell'ultimo anno non solo come uno spazio per selfie e blog, ma uno spazio per organizzarsi ed educarsi a vicenda, cosa che penso sia davvero fantastica per le tematiche ambientali», ha detto Harries al Guardian.

Harries, suo fratello e la regista Alice Aedy, hanno anche creato uno studio di produzione e una piattaforma chiamata Earthrise, che ha già 159.000 follower su Instagram, dedicato esclusivamente alla comunicazione sulla crisi climatica.

Ma quello dei green influencer è un fenomeno che sta prendendo piede anche in Italia. Nel 2020, nel nostro Paese, sono stati pubblicati 69.300 contenuti sui social che avevano almeno un hashtag legato ai tempi della sostenibilità. Numeri in vertiginoso aumento (+40%) rispetto all'anno prima, secondo i dati diffusi dallo studio “La solidità della reputazione al tempo della società liquida e della trasformazione digitale”. La strada della sostenibilità e i social network sono un binomio in rapida ascesa. E a quanto pare, funziona.

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