Italia 2026

Il guasto del calcio italiano

Perché il sistema non riesce più a produrre talenti per la Nazionale
di Emanuele Cuomo
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Il movimento calcistico italiano guarda al futuro, ripartendo da un nuovo percorso di crescita, in un'estate che ha visto la Nazionale fuori dal Mondiale nordamericano. Il presidente federale Giovanni Malagò ha affidato a Paolo Maldini il ruolo di Direttore Tecnico della Federazione e la presidenza del Club Italia.

Nella sfida per riportare l'Italia ai vertici del calcio internazionale, l'ex difensore degli Azzurri ha voluto al suo fianco Leonardo in qualità di consulente. L'obiettivo della nuova governance è riportare l’Italia al Mondiale 2030. Il nuovo ciclo quadriennale avrà il suo primo banco di prova a metà cammino, con gli Europei.

Per comprendere le difficoltà e le opportunità del sistema calcio, questo approfondimento esamina l’intera filiera. Attraverso dati e grafici, l’articolo analizza ogni livello del movimento: partendo dal calcio di base, passando per il settore giovanile e il mondo dilettantistico, fino ad arrivare al professionismo. L’analisi si completa con un confronto con l’estero e le serie storiche del fenomeno migratorio dei calciatori italiani.

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Il paradosso azzurro

Nell’ultimo decennio trionfi nelle categorie U17 e U19, ma tre Mondiali mancati di fila e un Under 21 fuori ai gironi quattro volte su sei

Il censimento del calcio italiano

Il movimento calcistico italiano conta 1.131.906 tesserati. Di questi, 14.727 svolge attività professionistica. Secondo i dati dell’ultimo censimento della FIGC, le società di Serie A, Serie B e Serie C tra Prima squadra, eventuale seconda, Primavera e categorie giovanili nel 2023/2024 si sono avvalsi delle prestazioni di 3.239 giocatori con un contratto professionistico. Nel massimo livello del calcio femminile, le professioniste sono 270.

I calciatori e le calciatrici tra i 14 e 19 anni assumono la qualifica di “giovani di serie” quando vengono tesserati per la prima volta da una società professionistica. Secondo il Report Calcio 2025 se ne contano 11.218 (di cui 632 al femminile). Al termine del periodo di apprendistato, la società per la quale è tesserato il giovane calciatore ha il diritto di stipulare con l’atleta (che abbia già compiuto 16 anni) il primo contratto di calciatore professionista.

La piramide del calcio italiano

Dei 9.596 Under 21 tesserati nel 2014/15, dieci anni dopo solo il 6,9% è ancora professionista, l'1,4% in Serie A
Fonte: censimento FIGC 2023-24

In Italia il calcio dilettantistico e giovanile è tra i più sviluppati a livello europeo e mondiale. Incrociando i dati di FIGC e FIFA si evince che il numero di calciatori tesserati per attività dilettantistica e giovanile a livello mondiale è di 28 milioni nel 2024.

Nel nostro Paese si contano 1.117.179 giocatori appartenenti alle 8.822 società affiliate alla FIGC e partecipanti alle competizioni ufficiali organizzate dalla Lega Nazionale Dilettanti (LND) nel 2023/2024. Il censimento della LND evidenzia: 364.732 tesseramenti in ambito dilettantistico su scala nazionale, 602.447 unità presenti nei settori giovanili e 150.000 nelle attività di base.

Delle 44.718 donne, sono 13.834 le tesserate che svolgono attività dilettantistica, mentre 30.884 appartengono al settore giovanile e scolastico.

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La filiera

Analizzando la filiera del calcio italiano, emergono le difficoltà di un sistema dove i giovani calciatori faticano ad arrivare e stabilizzarsi ai vertici.

Partendo del gruppo di giocatori professionisti under 21 (tra i 15 e i 21 anni), sui 9.596 calciatori del 2014/2015, restano tra i Pro dopo dieci stagioni nel 2024/2025, il 6,9 per cento (solo l’1,4 per cento in Serie A, ovvero 136 giocatori su 9.596). Nello stesso arco decennale, il 5 per cento finisce all’estero (483 giocatori). Il 46,4 per cento trova spazio nei Dilettanti (4.450), mentre il 41,7 per cento resta svincolato, senza squadra.

Dei 2.432 under 21 tesserati per società di Serie A nel 2014/2025, dopo dieci nel massimo campionato ne giocano 109 (4,5 per cento).

Partendo dalle categorie inferiori, approdare e affermarsi nel massimo campionato è ancor più complicato. Dei 2.175 giovani che iniziano dalla Serie B, nell'arco di dieci anni appena 13 atleti (lo 0,6 per cento) finisce per giocare e stabilizzarsi in A.

In valori assoluti la Serie C presenta il numero più alto di tesserati, con 4.989 under 21. Guardando ai dati della serie storica, dopo 10 anni appena lo 0,3 per cento riesce a sfondare in Serie A, dove arrivano a giocare con continuità 14 atleti partiti dalla terza serie. Tuttavia, negli ultimi anni la Serie C si sta confermando come un campionato a trazione giovanile.

Il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, nell’ottobre del 2024 è stato rieletto dall’Assemblea straordinaria elettiva della Lega italiana calcio professionistico, che ha rinnovato la fiducia per il quadriennio anche al vicepresidente vicario Gianfranco Zola. Il mandato è legato alla promozione dei giovani e al controllo dei costi.

La “Riforma Zola” ha valorizzato le premialità per l’utilizzo dei giocatori provenienti dal settore giovanile, fino al 400% in 3 anni al 2025/2026. Tra i pilastri della riforma anche il miglioramento degli impianti e il riconoscimento del lavoro dei formatori.

Nella stagione 2028/2029, all’interno della lista settore giovanile, ogni club di Serie C dovrà inserire un numero minimo di otto giovani formati all’interno della propria società. Nel campionato 2024-2025 il 32% dei minuti è stato giocato da ragazzi under 23. Tra il 2022-2023 e il 2024-2025, il numero di calciatori in lista settore giovanile è aumentato del 135% (da 185 a 435).

Nove giovani su dieci si perdono per strada

Il percorso decennale di 9.596 Under 21 rivela che appena il 6,9% resta nel professionismo
Fonte: FIGC

Cambiando prospettiva, e guardando non più alla singola coorte ma alla fotografia del campionato in corso, i dati dell’Osservatorio sul calcio, CIES, su 50 campionati nazionali analizzati a livello mondiale, l'Italia è quartultima per minutaggio degli under 21 cresciuti nei vivai (per almeno tre stagioni).

In Serie A nel 2025/2026 i giovani allevati in casa hanno coperto appena il 5,6 per cento del totale. Ben distanti dalla media mondiale del 12,6 per cento. In testa alla speciale classifica dei giovani allevati in casa dai club, c’è il Paraguay, dove nel massimo campionato gli U21 coprono il 22,8 per cento del minutaggio complessivo.

Ai Mondiali la Selección è riuscita a eliminare ai Sedicesimi di finale la Germania (che impiega U21 in Bundesliga per il 7,6 per cento). Altri esempi virtuosi per lo sviluppo del calcio giovanile arrivano dalla Norvegia (20,2 per cento) che si segnala in grande ascesa, Argentina (20,4), Svizzera (17,5), Spagna (16,7), Messico (15,3) e Giappone (14,3).

Minutaggio degli Under 21 cresciuti in casa

Minuti giocati da calciatori cresciuti nel proprio club (almeno 3 anni tra i 15 e i 21 anni). La Serie A si ferma al 5,6%, contro una media mondiale del 12,6%
Fonte: Osservatorio Calcio CIES

Guardando ai dati dei debutti assoluti in massima serie, i giovani esordienti in Serie A nel 2025/2026 sono soltanto 18 (le nostre squadre hanno lanciato nella mischia appena 10 italiani). In Europa, tra le big 5 facciamo peggio di Francia (52 i francesi al debutto), Spagna (48), Germania (27) e Inghilterra (21).

In Serie A i nostri calciatori arrivano tardi: ci vogliono in media 19,44 anni per fare la prima presenza in Serie A. Il sistema è più premiante in Inghilterra, Francia e Germania dove le nuove leve vengono fatti esordire tra i 18 e i 18,56 anni. Più alto il dato in Spagna (19,75), ma la media è condizionata dall’alto numero di giovani formati in casa.

Nel corso dell’intera stagione 2025/2026 gli italiani che hanno giocato almeno una partita in Serie A sono stati 175, considerando anche chi ha lasciato il torneo a metà stagione. I giocatori nostrani ad aver collezionato almeno 500 minuti sono 129. I connazionali under 21 impiegati dalle squadre di A sono stati 19 (il 3 per cento, rapportandoli al totale dei calciatori scesi in campo).

Tra le promesse c’è Jeff Osayuki Ekhator. Il giocatore nato a Genova nel 2006 è stato acquistato dalla Juventus per 16 milioni più 2 di bonus. Ekhator ha fatto la trafila del settore giovanile del Genoa, prima di approdare in prima squadra. Dall’esordio nel 2024 tra campionato e coppa ha giocato 57 partite.

Più alto il dato degli stranieri U21 (che nel nostro campionato valgono il 5 per cento). Dando uno sguardo all’estero, in Olanda e Belgio i giovani U21 nazionali pesano per il 12 per cento. Esempi virtuosi per l'utilizzo delle nuove leve selezionabili nelle rappresentative nazionali, emergono anche in Croazia (9,8%), Danimarca (6,8%) e Svizzera (6,9%).

In Ligue 1 l’8,4 per cento dei giocatori è un francese di età non superiore ai 21 anni, ma è alto anche il numero degli U21 stranieri in Francia (9,2%). In Germania i giovani tedeschi sono il 4,9 per cento. Tuttavia, in Bundesliga gli U21 stranieri sono il 7,5 per cento.

La fotografia dei principali campionati

Le principali leghe nazionali europee con età media e quota nazionali e stranieri under 21

Dilettanti

Tra le stagioni 2022-23 e 2023-24 un totale di 636 giovani calciatori, tra i 15 e 21 anni, formati da società di calcio giovanile e dilettantistico sono riusciti ad accedere al calcio professionistico. Di questi 46 sono stati ingaggiati da club di Serie A, 49 hanno trovato un contratto con club di Serie B e 541 si sono accasati in Serie C.

Il contributo maggiore è arrivato dalla Serie D, dove militavano 441 atleti prima del salto di categoria. Nel 2025/2026 gli allenatori di Serie D hanno avuto l’obbligo di schierare i tre under previsti dal regolamento (un 2005, un 2006 e un 2007). Nel 2026/2027, come stabilito dal Dipartimento Interregionale, dovranno essere presenti nell’undici iniziale: un 2026, un 2027 e un 2028. Il Dipartimento Interregionale della LND premia economicamente le società di Serie D che impiegano maggiormente un numero di giovani calciatori (under 19) superiore agli obblighi regolamentati. Il contributo economico stanziato da dividere tra i club è di 1.035.000 euro.

Tra i professionisti sono otto le Nazionali maschili che partecipano alle manifestazioni FIFA e UEFA: Nazionale A, Under 21, Under 20, Under 19, Under 18, Under 17, Under 16, Under 15.

Di recente i risultati migliori sono arrivati agli Europei Under 17, con due successi nel 2026 e 2024. Agli Europei Under 19 giocati in Galles dal 28 giugno 2026, l'Italia è stata eliminata ai gironi ed è fuori anche dai Mondiali U20 del 2027 in Azerbaijan e Uzbekistan, avendo perso ai rigori lo spareggio qualificazione contro la Danimarca.

Brutto momento per l’Under 21, che agli Europei di categoria dal 2015 al 2025 è stata eliminata due volte ai quarti di finale e per quattro ai gironi. Il mancato piazzamento tra le prime squadre nel torneo UEFA, ci ha negato la possibilità di accedere alle ultime quattro Olimpiadi.

Le Rappresentative Nazionali sono uno degli strumenti più efficaci introdotti dalla LND per valorizzare i settori giovanili delle società dilettantistiche.

L’eredità della Nazionale Dilettanti, che ha mosso i primi passi negli anni Sessanta, è stata raccolta a partire dai primi anni Novanta dalle diverse Rappresentative, che ad oggi sono: Under 18 Serie D, U19, U17, U16 e U15.

Il percorso di quest’ultime due è iniziato nel 2017/2018 con l’intento di contrastare la dispersione del talento e monitorare fasce d’età sempre più attenzionate dagli addetti ai lavori. Nel 2024/25 gli scout della LND hanno visionato 1.381 partite in tutta Italia, dalla Serie D e Serie C femminile, a quelli regionali di Eccellenza e Promozione oltre ai tornei giovanili. Negli stage territoriali sono stati coinvolti 744 calciatori, di questi 293 hanno partecipato a raduni e tornei. Nella sessione di calciomercato estiva, i ragazzi e le ragazze delle nazionali che hanno firmato un contratto da professionista sono stati 118.

Nel campionato di Serie A 2025/2026 la quota degli stranieri nelle rose delle 20 squadre ha raggiunto il 68,7 per cento. Su un totale di 536 giocatori, dopo la sessione invernale di calciomercato, gli stranieri tesserati sono 368: al netto dei professionisti provenienti dall'estero, restano 168 italiani in rosa fino al 30 giugno. In termini assoluti per numero di selezionabili in Nazionale, siamo 34esimi in Europa.

Il confronto con le altre Big 5 non è lusinghiero: la Premier League è il campionato più multietnico (29,40% gli inglesi), ma Germania (55,80% di tedeschi in Bundesliga) e Francia (36,8% di francesi in Ligue 1) tutelano molto più di noi il capitale umano locale.

Guardando oltre le Big 5, i modelli più virtuosi sono altrove: Spagna (293 giocatori locali, 56%), Norvegia (66,3%), Svezia (60%) e Repubblica Ceca (59,8%) — Paesi le cui nazionali, va notato, non hanno fallito la qualificazione Mondiale.

In Serie B i calciatori italiani sono 418, che compongo per il 71 per cento le rose delle venti squadre cadette. In valori assoluti, tra le seconde divisioni europee, ci piazziamo al sesto posto. Davanti a noi troviamo: Romania (512), Spagna (431 gli spagnoli nella Liga2) e Polonia (455 i polacchi nella Betclic 1 Liga). Nell’ultima stagione di B si è messo in evidenza Mattia Liberali del Catanzaro. Il trequartista formatosi nelle giovanili del Milan è prossimo al passaggio al Como.

Scendendo di un livello, nella nostra Serie C giocano 1.407 italiani (che coprono per l'85% le rose delle 59 squadre). Va sottolineato che con tre gironi da 20 squadre in Lega Pro, presentiamo il maggior numero di squadre professionistiche tra le europee. Nonostante le difficoltà evidenziate, il terzo livello del calcio italiano offre a tanti atleti l'opportunità di restare in un sistema che ai vertici è difficilmente scalabile.

La governance del nostro movimento si interroga sulla possibilità di ridurre il numero di squadre in C per garantire la stabilità economica del torneo, un tema reso ancora più urgente dalla vicenda della Ternana Calcio Srl, cui quest'anno la FIGC ha revocato l'affiliazione dopo la liquidazione giudiziale pronunciata dal Tribunale di Terni, con la conseguente decadenza di tutti i tesseramenti dei calciatori della società umbra. Il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, nel corso dell'Assemblea Elettiva FIGC di giugno ha sottolineato la necessità di arrivare a un modello sostenibile dal punto di vista economico e funzionale alla crescita del calcio italiano e della Nazionale.

Campionati per quota di giocatori nazionali

Si può selezionare prima, seconda o terza divisione

I giocatori italiani in cerca di nuove opportunità, di ingaggi più elevati, o coloro che non trovano spazio nel nostro sistema spesso emigrano all’estero. Al 2025/2026 sono 2.701 i nostri connazionali che giocano oltre i confini del nostro Paese.

La destinazione preferita è la Germania. Tra i 1.004 in terra teutonica ci sono Inácio, Mane e Reggiani in forza al Borussia Dortmund e già convocati a maggio dal CT Baldini per i test amichevoli della Nazionale giocati contro Lussemburgo e Grecia.

Folta la nostra rappresentanza anche in Svizzera (706) e Stati Uniti (189). Mete gradite anche Austria e Inghilterra (53). Tra i nuovi punti di approdo ci sono: Slovenia (18) e i ricchi Emirati Arabi Uniti (17).

Il fenomeno migratorio è in aumento. Il trend è in crescita del 50 per cento nelle ultime sei stagioni. Nel 2020 sono andati all’estero 120 calciatori, saliti a 165 nel 2024. Nel 2025/2026 sono espatriati 181 giocatori italiani.

L’ultimo a partire è stato Marco Palestra, il 21enne terzino della Nazionale italiana nella prossima stagione vestirà la maglia del Chelsea, che l’ha acquistato dall’Atalanta per 60 milioni di euro (57+3 di bonus). Palestra è cresciuto nel settore giovanile nerazzurro dall’età di 10 anni fino ad approdare nel calcio professionistico. Nell’ultima stagione ha giocato in prestito al Cagliari. Dal 2026/2027 guadagnerà 5 milioni netti a stagione.

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