Nella prima settimana del 2026, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali (ILI) in Italia è pari a 14,07 casi per mille assistiti, posizionandosi nella fascia di intensità media.
I casi verificati sono circa 19mila, da cui si stima che siano circa 803mila le persone colpite in tutta Italia. Rispetto alla settimana precedente, in cui l’incidenza è stata di 14,85, si è registrata una variazione percentuale di -5,3%.
Il monitoraggio sull’influenza in Italia viene effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ogni venerdì pubblica il rapporto Influnet.
Secondo quanto segnala l’ISS, i dati diffusi questa settimana potrebbero non rappresentare fedelmente la reale incidenza e la circolazione dei virus influenzali, poiché durante il periodo delle festività natalizie e la chiusura delle scuole si è registrata una diminuzione sia delle visite mediche sia dei dati trasmessi.
Il grafico sottostante mostra l’incidenza delle sindromi influenzali dal 2009-10 a oggi.
La stagione 2025-2026 ha raggiunto il picco più alto pari a 17,45 nella cinquantunesima settimana (mese di dicembre), avvicinandosi all’incidenza massima di tutte le precedenti stagioni prese in esame.
Fino ad allora l'incidenza più elevata della serie storica, come evidente dal grafico, c'era stata alla fine del 2023 quando aveva toccato i 18,45, per poi scendere. Complici le misure di contenimento per la diffusione del COVID e l’utilizzo delle mascherine, nel 2020-21 le sindromi influenzali sono state quasi assenti, mentre nel 2021-22 sono state comunque poco diffuse.
Il grafico seguente mostra l’intensità raggiunta nelle diverse regioni.
La Campania registra il valore più alto con un’incidenza pari a 20,53, posizionandosi nella fascia di intensità molto alta.
Le regioni con un livello di intensità alta sono Sicilia e Marche. Le regioni con un livello di intensità media sono Abruzzo, Puglia, Toscana, Lazio, Veneto, Umbria ed Emilia-Romagna.
Le regioni con un livello di intensità bassa sono Basilicata, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Sardegna, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta. Non ci sono regioni a livello basale.
Calabria e Molise non hanno attivato la sorveglianza. La Provincia autonoma di Trento non ha registrato variazioni rispetto alla settimana precedente.
Al contrario, la regione Lazio ha registrato la massima variazione, con un calo di 2,0 punti.
Secondo i dati dell’ISS, la fascia di popolazione dei bambini in età pediatrica ha registrato l’incidenza più alta pari a 36,85. Per i bambini e i preadolescenti l’incidenza è stata di 14,82, per gli adolescenti e gli adulti di 13,76 e per gli anziani di 9,49.
Durante la prima settimana, sono stati segnalati 3.472 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete InfluNet di cui 1.357 sono risultati positivi al virus influenzale (A e B) e 539 per altri virus respiratori (fra cui 55 per SARS-CoV-2).
Nel complesso, dall’inizio della stagione, 9.070 campioni clinici sono risultati positivi al virus influenzale, prevalentemente di tipo A (9.035) rispetto al tipo B (35).