Nella seconda settimana del 2026, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali (ILI) in Italia è pari a 13,34 casi per mille assistiti, posizionandosi nella fascia di intensità bassa.
I casi verificati sono circa 23.400, da cui si stima che siano circa 773mila le persone colpite in tutta Italia. Rispetto alla settimana precedente, in cui l’incidenza è stata di 15,26, si è registrata una variazione percentuale di -12,6%.
Il monitoraggio sull’influenza in Italia viene effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ogni venerdì pubblica il rapporto Influnet. Il grafico sottostante mostra l’incidenza delle sindromi influenzali dal 2009-10 a oggi.
La stagione 2025-2026 ha raggiunto il picco più alto pari a 17,45 nella cinquantunesima settimana del 2025, superando l’incidenza di molte delle precedenti stagioni prese in esame.
Fino ad allora, l'incidenza più elevata della serie storica, come evidente dal grafico, c'era stata nella cinquantaduesima settimana del 2023, quando aveva toccato i 18,45, per poi scendere. Complici le misure di contenimento per la diffusione del COVID e l’utilizzo delle mascherine, nel 2020-21 le sindromi influenzali sono state quasi assenti, mentre nel 2021-22 sono state comunque poco diffuse.
Il grafico seguente mostra l’intensità raggiunta nelle diverse regioni.
La Campania registra l’incidenza più alta, pari a 27,56, posizionandosi nella fascia di intensità molto alta.
Anche la Basilicata si colloca nella fascia di intensità molto alta. Le regioni Sardegna, Abruzzo e Sicilia si attestano su un livello di intensità alta.
Le regioni con intensità media sono Puglia, Lazio e Marche. La maggior parte delle regioni si colloca nella fascia di intensità bassa: Provincia autonoma di Bolzano, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Veneto, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta, Liguria e Provincia autonoma di Trento.
Non ci sono regioni a livello basale. La Calabria non ha attivato la sorveglianza.
La minima variazione rispetto alla settimana precedente si è registrata in Valle d’Aosta, con un aumento di soli 0,29 punti (da 8,90 a 9,19). Al contrario, la Basilicata ha registrato la massima variazione, con un aumento di 8,82 punti (da 13,12 a 21,94).
Secondo i dati dell’ISS, la fascia di popolazione dei bambini in età pediatrica ha registrato l’incidenza più alta pari a 27,56. Per i bambini e i preadolescenti l’incidenza è stata di 12,27, per gli adolescenti e gli adulti di 14,01 e per gli anziani di 9,04.
Durante la seconda settimana, sono stati segnalati 2.645 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete InfluNet, di cui 1.197 sono risultati positivi al virus influenzale (A e B) e 561 per altri virus respiratori (fra cui 48 per SARS-CoV-2).
Nel complesso, dall’inizio della stagione, 10.737 campioni clinici sono risultati positivi al virus influenzale, prevalentemente di tipo A (10.700) rispetto al tipo B (37).