È un paese
per cani
Lo sappiamo da molti anni ormai, l’Italia non è un Paese per giovani. La popolazione invecchia, le nascite diminuiscono, ogni anno l’Istat certifica che l’inverno demografico è sempre più freddo.
Ma se le culle si svuotano, a riempirsi sono sempre di più le cucce. Negli ultimi anni c’è stata una grande trasformazione culturale, economica, demografica e sociale: gli italiani fanno pochi figli ma amano gli animali come mai prima.
Di fronte alle difficoltà, forse anche per consolarci, ci circondiamo di amici a quattro zampe che entrano a far parte della famiglia. Questi nuovi e sempre più numerosi compagni di vita trasformano il modo in cui viviamo e gli spazi che abitiamo.
I pet, gli animali da compagnia, sono con noi ovunque: per strada, al parco, al ristorante, in vacanza, a teatro, e hanno sempre più spazi e prodotti tutti per loro. E mentre molti settori sono in difficoltà, il mercato dei prodotti e servizi per animali non conosce crisi e continua a crescere.
Secondo l’ultimo rapporto Assalco-Zoomark, punto di riferimento per il mercato del petfood in Italia, la popolazione complessiva di pet ha toccato quota 65 milioni, più della popolazione residente nel Paese. In questo numero sono inclusi pesci, uccelli, piccoli mammiferi e rettili, ma ovviamente anche cani e gatti, che insieme sono quasi 21 milioni.
Guardando allo storico, il calo della popolazione di bambini e ragazzi tra zero e 14 anni va di pari passo con un aumento della presenza di cani e gatti. Specialmente questi ultimi, in dieci anni sono passati da 7 milioni e mezzo a quasi 12 milioni. E con il crescere dei pet cambiano anche le famiglie.
Nel 2024 le coppie con figli in Italia erano 7.873.000
quasi un milione e mezzo in meno rispetto ai 9.244.000 del 2014
Da una parte sempre meno coppie decidono di avere bambini, dall’altra, come emerge dalle indagini Eurispes degli ultimi dieci anni, la quota di persone che accolgono un pet come parte integrante della famiglia è piuttosto stabile (39,4% nel 2014 e 40,5% nel 2025).
Dire che si fanno meno figli perché preferiamo gli animali, però, è una semplificazione impropria. Le cose sono più complesse di così: una ricerca condotta da Ipsos per Changes Unipol sottolinea che il 79% dei proprietari considera a tutti gli effetti i propri pet come membri della famiglia, ma per il 63% degli intervistati essi non sostituiscono un figlio. Per un altro 75% dei rispondenti al sondaggio, inoltre, gli animali da compagnia non sono una causa della denatalità che colpisce il nostro Paese.
Opinioni che trovano conferma nelle rilevazioni Eurispes. In diverse edizioni del “Rapporto Italia” negli ultimi anni emerge un dato curioso e in contrasto con la narrazione secondo cui gli italiani preferiscono un animale da compagnia a un figlio: ad avere dei pet, infatti, sono soprattutto le coppie con figli e i monogenitori con figli.
Certo è che gli italiani amano i propri amici a quattro zampe e spendono sempre di più per loro. Sì, perché l’affetto di un animale potrà essere incondizionato, ma è anche sempre più costoso. Dieci anni fa quasi la metà dei proprietari di animali spendeva meno di 30 euro al mese per i propri pet, mentre un ulteriore 36% non superava i 50 euro.
Se i pet diventano membri della famiglia, i padroni sono disposti a spese maggiori: cibo di alta qualità, servizi di toelettatura, spese mediche, giocattoli e piccoli vizi. Oggi la maggior parte dei proprietari di animali arriva a spendere fino a 100 euro ogni mese.
Ma gli aumenti nel budget mensile sono significativi soprattutto nella fascia alta. Nel corso degli anni, infatti, la percentuale di chi arriva a fare acquisti mensili da 200 fino a più di 300 euro è aumentata di molto. Nel 2015 solo un padrone su cento era disposto a spendere queste cifre per soddisfare le esigenze dei suoi pet. Nel 2025 la quota è arrivata a sfiorare il 10%.
Ovvio, mantenere un animale domestico non costa quanto avere un figlio, ma ci si sta avvicinando a passi spediti. Secondo l’ultima stima pubblicata da Federconsumatori, la spesa per il mantenimento di un bambino per il primo anno di vita oscilla tra i 7.400 e 17.500 euro circa. Quella per un cane parte da 1.800 euro e può arrivare a superare i 2.600.
Accogliere un animale nella propria casa, però, è una responsabilità che dura nel tempo. Dopo il primo anno di vita, le ultime stime disponibili parlano di una spesa che si aggira intorno ai 1.589,20 euro annui per un cane di taglia piccola, mentre si arriva a 2.346,70 euro annui per un cane di taglia medio/grande. Un dato in aumento e che non accenna a fermarsi.
figlio vs pet
Questi calcoli, peraltro, sono stati formulati in base alle esigenze di animali in buona salute, senza necessità di particolari terapie o interventi medici. Nel caso in cui un animale sia particolarmente sfortunato per quanto riguarda la salute, le spese aggiuntive da sostenere possono raggiungere anche diverse migliaia di euro.
Il mercato degli alimenti per bambini in Italia, nonostante il calo delle nascite, continua a crescere lentamente soprattutto grazie alla domanda crescente di opzioni biologiche e più “sane”.
Una crescita più decisa si vede invece nel settore del pet food, che nel 2024 ha generato un giro d’affari di più di 3,1 miliardi di euro, quasi il triplo del valore del mercato del cibo per bambini.
e il mercato del baby food in Italia
Per quanto riguarda il pet food, il trend è positivo da tempo. Lo sviluppo di questo mercato negli ultimi anni è notevole: solo dal 2021 al 2024 il tasso medio di crescita (CAGR) del settore è stato del 9,8%. In questo contesto, la crescita del giro d’affari è stata mediamente superiore alla crescita dei volumi.
Anche in questi numeri è evidente la sempre maggiore attenzione al benessere degli animali d’affezione: i proprietari sono consapevoli dell’importanza di una corretta alimentazione per i propri pet e li “viziano” sempre di più. Gli scaffali dei supermercati e dei negozi specializzati, del resto, hanno ormai un’ampia offerta di prodotti che per una qualità superiore richiedono anche una spesa più consistente.
gli italiani per giochi
e gadget dei propri pet
spendono
gli italiani
per giochi
e gadget dei
propri pet
Eurispes
Rapporto
Italia 2025
Quest’attenzione dei padroni si traduce anche in una maggiore “personalizzazione” dei prodotti in base alle diverse esigenze (età, razza, condizioni di salute). Anche in un contesto di crescita stagnante, tensioni internazionali e inflazione più alta che in passato, i pet owner dimostrano una fedeltà al settore che rende il pet food un mercato resiliente e meno vulnerabile rispetto a minacce esterne. Insomma, l’affetto per i nostri amici a quattro zampe sembra prevalere anche sulle incertezze economiche.
Come si legge nell’ultimo rapporto Assalco-Zoomark:
«L’aumento del giro d’affari del pet food è legato ai cambiamenti demografici delle famiglie italiane, sempre più piccole;
questo ha portato a una maggiore attenzione verso gli animali da compagnia con la conseguente scelta di prodotti premium.»
Rapporto Assalco-Zoomark 2025
Da una parte sempre meno neonati, dall’altra sempre più animali da compagnia. Un contrasto che si riflette anche nel mercato. In Italia, i punti vendita della catena Arcaplanet, leader nel settore dei prodotti per animali, sono più del triplo di quelli Prénatal, storico marchio di prodotti per l’infanzia.
Ovviamente, prendersi cura dei propri animali comporta anche un’attenzione sempre maggiore alle loro esigenze di salute. In Italia i veterinari sono in crescita, e per i proprietari di pet sono un punto di riferimento come il medico di famiglia.
Marco Melosi, presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi), spiega come il trend dei nuovi medici che scelgono di dedicarsi alla cura degli animali sia positivo da anni:
“Ad oggi sono iscritti all’Ordine sono circa 36.500.
È aumentato anche il numero delle strutture veterinarie che ora sono più di 6.500”
Marco Melosi, presidente Anmvi
Marco Melosi, presidente Anmvi
Di questi professionisti, un numero crescente si specializza in veterinaria comportamentalista, ovvero la gestione delle problematiche legate al comportamento degli animali.
Sul sito della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi), sono registrati più di 500 professionisti “esperti in comportamento animale”. Secondo Melosi, anche questa particolare branca della veterinaria è in crescita e ci sarebbero molti altri medici che operano nel settore non ancora iscritti all’albo.
La nuova premura nei confronti del benessere animale porta i pet a vivere più a lungo, facendo emergere anche nuove esigenze di cura.
dal veterinario?
“I pet hanno un’aspettativa di vita più alta per una maggiore attenzione sia all’alimentazione che alla prevenzione.
Questo ha portato a più patologie legate all’età, come problemi articolari, cardiaci, ma anche diabete e obesità
Marco Melosi, presidente Anmvi
Questo ha portato a più patologie legate all’età, come problemi articolari, cardiaci, ma anche diabete e obesità
Marco Melosi, presidente Anmvi
Marco Melosi, presidente Anmvi
Marco Melosi, presidente Anmvi
Come racconta Melosi, oggi la veterinaria presenta le stesse specializzazioni della medicina umana: oncologia, geriatria, cardiologia, ortopedia. Anche il percorso di specializzazione è ormai molto simile a quello della medicina umana.
Di conseguenza, il mercato dei medicinali per animali è in crescita, con un giro d’affari che ha superato i 560 milioni di euro in Italia nel 2025. E per i proprietari, questo significa una spesa importante, che sempre più persone scelgono di sostenere.
veterinari in Italia
Dati in milioni di euro e variazione % rispetto all’anno precedente
I costi possono variare a seconda della specie, della patologia e delle caratteristiche dell’animale, ma in generale il prezzo dei farmaci veterinari è sensibilmente più alto rispetto agli analoghi umani. Inoltre, spiega Melosi, le detrazioni fiscali non sono adeguate alle spese sostenute: ad oggi, qualunque sia la spesa sostenuta il rimborso massimo è di circa 80 euro.
Anche per questo, sono sempre più diffuse le polizze assicurative. Secondo l’ultimo rapporto Eurispes, il 15,5% dei possessori di animali ha sottoscritto un’assicurazione sanitaria per i propri pet. Secondo Federconsumatori, le spese per una copertura per costi medici, responsabilità contro terzi e tutela legale varia da 21,40 a 26,90 euro al mese per un cane. In media, quindi, assicurare il proprio fido costa 289,80 euro all’anno.
Ma non c’è cura senza prevenzione:
“Negli ultimi anni, specie dal lockdown in poi, è aumentata l’affluenza nelle strutture veterinarie.
I check-up periodici e gli interventi di prevenzione sono in continua crescita”
Marco Melosi, presidente Anmvi
Marco Melosi, presidente Anmvi