GIORNATA DELLA MEMORIA 2020

Pietre di inciampo, la mappa italiana città per città

Amministrazioni ed enti hanno posato nelle strade e nelle piazze italiane le pietre, creazione dell'artista tedesco Gunter Demnig, che ricordano i deportati ebrei uccisi nei lager. Dove trovarle per lasciare un pensiero e costruire un mondo senza odio né violenza.

Le pietre di inciampo nei Comuni italiani. Scegli i punti sulla mappa per scoprire dove si trovano, a chi sono dedicate e quando sono state posate.
Seminare memoria per estirpare odio e violenza. Questo sono le pietre d’inciampo che anche in Italia, finalmente, cominciano a essere compagne dei nostri passi in tante vie e piazze. Le ha volute l’artista tedesco Gunter Demning, quando nel 1992 posò i primi blocchetti che ricordano ebrei, zingari, omosessuali e dissidenti vittime del nazismo.
Negli anni, le stolpersteine sono diventate più di 70mila in circa 2mila città e l’Europa tutta, dalla Russia alla Spagna, dalla Grecia alla Lituania, è memoria a cielo aperto perché, ricordando le parole del Talmud, “Una persona viene dimenticata solo quando è dimenticato il suo nome”.
Le pietre d’inciampo sono migliaia di nomi di vittime della persecuzione nazi-fascista, perseguitate per le loro idee politiche, la loro religione, il loro orientamento sessuale o il colore della pelle, portate a morire nei campi di concentramento. Leggere i loro nomi nelle nostre città è un atto di fede nel futuro perché non succeda mai più, perché odio e violenza siano banditi anche dal vocabolario. In questi giorni, in occasione della Giornata della Memoria, centinaia di nuove pietre d’inciampo rendono più ricche, più vive città e paesi.
Firenze via del Gelsomino pietre d'inciampo vittime Shoah - 2020
Firenze, via del Gelsomino - 9 gennaio 2020 (Agf)
Milano pietre d'inciampo vittime Shoah
Milano, la posa della pietra dedicata a Corinna Corinaldi Segre - 15 gennaio 2020 (Agf)
Milano pietre d'inciampo vittime Shoah
Milano (AdobeStock)
Torino pietre d'inciampo
Torino - 22 gennaio 2019 (Agf)
Torino pietre d'inciampo
Torino - 22 gennaio 2019 (Agf)
Roma Via della Madonna dei Monti pietre d'inciampo
Roma, Via della Madonna dei Monti - 15 gennaio 2019 (Imagoeconomica)
Roma Via della Madonna dei Monti pietre d'inciampo
Roma, Via della Madonna dei Monti. L'artista tedesco Gunter Demnig, promotore dell'iniziativa - 15 gennaio 2019 (Imagoeconomica)
Roma Via pietre d'inciampo
Roma (AdobeStock)
Venezia, Ghetto Ebraico di Venezia
Venezia, Ghetto Ebraico di Venezia - 2016 (Agf)
Gorizia, via Mazzini
Gorizia, via Mazzini - 2016 (Italy Photo Press)
Si muovono enti, istituzioni, scuole, come è successo a Pordenone dove i ragazzi del Liceo Leopardi-Majorana hanno studiato e individuato i nomi da ricordare sui sanpietrini. Bastano 120 euro per diventare “sponsor” di una pietra. Milano, Roma, Torino, Reggio Emilia, Bologna, Trieste, Ronco Scrivia, Monza, Parma, Palermo: con il trascorrere degli anni, un fiocco di neve è diventato la valanga della memoria per sommergere e zittire i rigurgiti antisemiti.
Abbiamo provato a creare una mappa con le pietre d’inciampo diventate arredo urbano e storico, certi di averne geolocalizzate tante ma di sicuro di averne dimenticate alcune. Ci vorranno scusare le pietre “dimenticate” ma il web, il mondo dei social sono il veicolo migliore per rendere la mappa quanto più completa possibile, come una ulteriore stratificazione delle nostre città.
Stratificazione fisica, concreta che abbia la capacità di essere memoria, perché l’indifferenza non sia più il motore del mondo come in quegli anni quando tutti giravano il capo e – come ha ricordato la senatrice a vita, Liliana Segre, alla posa della pietra che ricorda Andrea Schivo, agente di polizia penitenziaria ucciso a Flossenburg – “i detenuti di San Vittore furono gli unici a offrirci umanità prima della deportazione”.
I lettori possono aiutarci a completare la mappa delle pietre d’inciampo in Italia che trovate in questa pagina web scrivendo all’indirizzo mail: pietreinciampo@ilsole24ore.com.
In collaborazione con l’Associazione Figli della Shoah.

Le vittime per città e campo di concentramento
Ogni pietra di inciampo è dedicata alle vittime dell’olocausto. Nel grafico, le targhe depositate nelle città e il luogo di deportazione
Made with Flourish
Coordinamento: Luca Salvioli
Design director: Laura Cattaneo
Ricerca storica e articolo: Maria Luisa Colledani
Data collection: Noemi Cappuccino
Grafica: Alice Calvi
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