Pietre di inciampo, la mappa italiana

Amministrazioni ed enti hanno posato nelle strade e nelle piazze italiane le pietre, creazione dell'artista tedesco Gunter Demnig, che ricordano i deportati uccisi nei lager. Dove trovarle per lasciare un pensiero e costruire un mondo senza odio né violenza
Le pietre di inciampo nei Comuni italiani. Scegli i punti sulla mappa per scoprire dove si trovano, a chi sono dedicate e quando sono state posate.

Seminare memoria per estirpare odio e violenza. Questo sono le pietre d’inciampo che anche in Italia, finalmente, cominciano a essere compagne dei nostri passi in tante vie e piazze. Le ha volute l’artista tedesco Gunter Demning, quando nel 1992 posò i primi blocchetti che ricordano ebrei, zingari, omosessuali e dissidenti vittime del nazismo.

Negli anni, le stolpersteine sono diventate più di 80mila in circa 2mila città e l’Europa tutta, dalla Russia alla Spagna, dalla Grecia alla Lituania, è memoria a cielo aperto perché, ricordando le parole del Talmud, “Una persona viene dimenticata solo quando è dimenticato il suo nome”.

Le pietre d’inciampo sono migliaia di nomi di vittime della persecuzione nazi-fascista, perseguitate per le loro idee politiche, la loro religione, il loro orientamento sessuale o il colore della pelle, portate a morire nei campi di concentramento. Leggere i loro nomi nelle nostre città è un atto di fede nel futuro perché non succeda mai più, perché odio e violenza siano banditi anche dal vocabolario. In questi giorni, in occasione del Giorno della Memoria, centinaia di nuove pietre d’inciampo rendono più ricche, più vive città e paesi.

Firenze, via del Gelsomino
9 gennaio 2020 (Agf)

Milano, la posa della pietra dedicata a Corinna Corinaldi Segre
15 gennaio 2020 (Agf)

Milano
(AdobeStock)

Torino
22 gennaio 2019 (Agf)

Torino
22 gennaio 2019 (Agf)

Roma, Via della Madonna dei Monti
15 gennaio 2019 (Imagoeconomica)

Roma, Via della Madonna dei Monti. L'artista tedesco Gunter Demnig, promotore dell'iniziativa
15 gennaio 2019 (Imagoeconomica)

Roma
(AdobeStock)

Venezia, Ghetto Ebraico di Venezia
2016 (Agf)

Gorizia, via Mazzini
2016 (Italy Photo Press)

Si muovono enti, istituzioni, scuole. Bastano 120 euro per diventare “sponsor” di una pietra. Milano, Roma, Torino, Reggio Emilia, Bologna, Trieste, Ronco Scrivia, Monza, Parma, Palermo: con il trascorrere degli anni, un fiocco di neve è diventato la valanga della memoria per sommergere e zittire i rigurgiti antisemiti e in Italia sono state posate circa 1.500 pietre in più di 130 Comuni.

Nel corso degli anni abbiamo provato a creare una mappa con le pietre d’inciampo diventate arredo urbano, storico ed emozionale, certi di averne geolocalizzate tante ma di sicuro di averne dimenticate altre. Ci vorranno scusare le pietre “dimenticate” ma il web, il mondo dei social sono il veicolo migliore per rendere la mappa quanto più completa possibile, come una ulteriore stratificazione delle nostre città e della memoria.

Stratificazione fisica, concreta che abbia la capacità di essere memoria, perché l’indifferenza non sia più il motore del mondo come in quegli anni quando tutti giravano il capo e – come ha ricordato la senatrice a vita, Liliana Segre, alla posa della pietra che ricorda Andrea Schivo, agente di polizia penitenziaria ucciso a Flossenburg – “i detenuti di San Vittore furono gli unici a offrirci umanità prima della deportazione”.

I lettori possono aiutarci a completare la mappa delle pietre d’inciampo in Italia che trovate in questa pagina web scrivendo all’indirizzo: pietreinciampo@ilsole24ore.com.
In collaborazione con l’Associazione Figli della Shoah e Comitato Pietre d’Inciampo – Milano.

Le vittime per città e campo di concentramento

Ogni pietra di inciampo è dedicata alle vittime dell’olocausto. Nel grafico, le targhe depositate nelle città e il luogo di deportazione

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