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Pnrr asili nido,
la mappa dei cantieri

Pnrr asili nido,
la mappa
dei cantieri

L’obiettivo è creare 264mila nuovi posti entro la fine del 2025. I bandi del Pnrr hanno individuato oltre 2.600 interventi: aggiudicate le gare, verranno aperti i cantieri e sarà necessario monitorare l’esito della missione
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GIORNI AL 30 GIUGNO 2023
Obiettivo da raggiungere: aggiudicare
il 100% dei contratti e avviare i cantieri
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GIORNI AL 31 DICEMBRE 2025
Obiettivo Ue da raggiungere: 264.480 nuovi posti nido e infanzia
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TOTALE PROGETTI
Per ciascuno è possibile
partecipare al monitoraggio

AGGIORNAMENTO

12 luglio 2023

di Michela Finizio
hanno collaborato Gianni Trovati e Marta Casadei

PIù tempo per il Piano asili nido del Pnrr. Il Governo Meloni ha deciso di spostare più avanti la tappa intermedia dell’aggiudicazione del 100% delle gare per l’affidamento dei lavori ammessi ai finanziamenti. Inizialmente la scadenza era fissata al 30 giugno 2023: per quella data erano state aggiudicate gare per il 91,4% delle risorse.

La proroga, disposta dal Governo all’interno di un pacchetto di modifiche legate al riconoscimento della quarta rata del Pnrr da parte di Bruxelles, si è resa necessaria non solo per i ritardi. Gli aumenti dei costi delle materie prime a causa della guerra hanno inciso sulle progettazioni e comportato la necessità per i soggetti attuatori di rivedere i numeri dei nuovi posti aggiuntivi creati. Ciò ha rallentando le procedure di affidamento.

Inoltre dalla Commissione europea è arrivata un’ulteriore inattesa obiezione che mette a rischio una grossa fetta dei fondi per gli asili nido. In gioco, secondo le stime, ci sono circa 100mila dei 264.480 nuovi posti per servizi di educazione e cura per la prima infanzia da realizzare entro la fine del 2025, pari a un miliardo di euro dei 4,86 complessivi previsti dalla Missione 4, Componente 1 (investimento 1.1).

In base alla rigida lettura della Commissione europea, i fondi del Recovery Plan sarebbero riservati ai «nuovi» investimenti, quindi con la creazione ex novo di asili nido e non con l'ampliamento di strutture già esistenti, come invece previsto dal bando italiano che ha definito i lavori ammessi al finanziamento. I tecnici comunitari hanno criticato anche i «centri polifunzionali per i servizi alla famiglia» che rappresentano una fetta non trascurabile degli oltre 1.850 interventi finanziati con l’ultimo bando e che, però, offrono anche altri servizi alle famiglie. Anche per questo motivo il Governo si è impegnato a lanciare un nuovo bando per raggiugere l’obiettivo finale della misura.

È forse il capitolo più “famoso” del Pnrr: in un paese che lotta contro la denatalità e la disoccupazione femminile, costruire (o ristrutturare) spazi per la prima infanzia per creare nuovi posti rappresenta un nodo cruciale. Questa pagina web dedicata alla “missione asili nido” resterà attiva fino alla fine del Pnrr, dedicata agli oltre 2.600 progetti attualmente finanziati nell’ambito del piano nazionale. Comune per comune, è possibile conoscere gli interventi e attivare il monitoraggio dei cantieri avviati, in collaborazione con Monithon.

Cerca i cantieri finanziati
Su mappa oppure selezionando i campi, è possibile conoscere i progetti attivi per Regione, provincia e Comune (data di osservazione su Regis al 16 giugno 2023)
Cerca i cantieri finanziati
Su mappa oppure selezionando i campi, è possibile conoscere i progetti attivi per Regione, provincia e Comune (data di osservazione su Regis al 16 giugno 2023)
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Il Sole 24 Ore seguirà il percorso verso l’attuazione di questa misura, fino alla fine del 2025, quando l’Italia dovrà essere in grado di offrire alle famiglie 264mila nuovi posti negli asili nido, obbiettivo dichiarato della missione.

Il forte valore simbolico di questo capitolo rischia però di far diventare gli asili nido l’emblema delle difficoltà legate all’attuazione del Pnrr. La scadenza per l’aggiudicazione dei lavori di costruzione di nuovi asili nido alle imprese era già stata spostata con il decreto Milleproroghe al 30 giugno rispetto al 31 marzo, data prevista in origine. Lo stesso obiettivo intermedio fissato inizialmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito al 31 maggio 2023 per l’aggiudicazione dei lavori era stato posticipato con l’avviso pubblico del 10 maggio 2023 al 20 giugno scorso.

Ma queste ultime proroghe non sono bastate e, successivamente, si sono aggiunte nuove critiche da parte della Commissione europea: «Il governo sta cercando di salvare gli asili», ha detto il ministro per gli affari europei, Raffaele Fitto. Nel frattempo un pacchetto semplificazioni è stato messo in campo dal ministro dell'istruzione, Giuseppe Valditara, per consentire ai comuni di rivolgersi alle stazioni appaltanti di altri soggetti pubblici. Così, ad esempio, è scesa in campo – per accelerare – anche Invitalia, le cui gare (già chiuse) prevedono l’affidamento di lavori, anche in appalto integrato, per 362 interventi su edifici di proprietà di molteplici Comuni, dislocati su tutto il territorio nazionale.

Resta il fatto che, al momento, il dossier asili nido – su cui pendono le critiche di Bruxelles – va a infittire il già ricco menu della prossima legge di bilancio che sarà chiamata a trovare i fondi necessari a sostituire le risorse comunitarie venute a mancare.

L’obiettivo del Piano asili nido è quello di creare nuovi posti nelle strutture per l’infanzia: in un Paese in pieno inverno demografico, diventa la sfida più simbolica del programma italiano di investimenti finanziati dal Recovery Plan dell’Unione europea, da attuare entro il 2026. Lo scarso tasso di copertura degli asili nido rispetto agli obiettivi europei – soprattutto nel Mezzogiorno – rappresenta infatti uno dei più gravi ritardi strutturali nei servizi e nelle politiche per la famiglia.

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Al via il monitoraggio dell’avanzamento lavori

Comune per comune, è possibile conoscere gli interventi finanziati e per ciascuno è possibile partecipare al monitoraggio civico: così l’attuazione del Pnrr può essere monitorata, progetto per progetto, utilizzando la piattaforma Monithon per raccogliere informazioni sul progetto e valutarne l’avanzamento e l’efficacia. L’esito di questa attività di monitoraggio verrà comunicato all’interno di questa pagina.

La mappatura dei progetti finanziati deriva dagli open data pubblicati sul sito di Italiadomani.gov.it sull’universo dei progetti attivati finanziati dal Pnrr identificati sulla piattaforma Regis ed è stata aggiornata al 16 giugno 2023. La piattaforma messa a punto dalla Ragioneria di Stato per monitorare i finanziamenti europei, alimentata dai singoli enti, rileva il codice identificativo del progetto, la tipologia di intervento, la sua localizzazione e il finanziamento ammesso.

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I progetti ammessi e il monitoraggio

In tutto si contano 2.581 interventi ammessi in circa 2mila Comuni italiani, per un importo medio pari a 1,36 milioni di euro ciascuno. Alcune sono nuove costruzioni, altre demolizioni e ricostruzioni oppure ampliamenti, alcuni interventi sono riconversioni di edifici pubblici. Tutti prevedono la creazione di nuovi posti per asili nido: a regime, se non ci saranno intoppi, l’offerta potrà accogliere 264mila bambini in più. Al 31 dicembre 2020, secondo gli ultimi dati Istat, in Italia erano attivi solo 350.670 posti negli asili nido, di cui circa la metà (49%) all’interno di strutture pubbliche, a fronte di 653.487 bambini residenti tra 0 e 2 anni.

In ballo per asili nido e scuole dell’infanzia ci sono 4,6 miliardi. Una parte finanzia progetti già in essere precedenti al Pnrr (700 milioni), un’altra le spese di gestione (900 milioni). La quota più cospicua è stata invece assegnata attraverso un nuovo bando da 3 miliardi di euro, di cui 2,4 destinati agli asili nido e i restanti 600 milioni per le scuole dell’infanzia: le informazioni relative ai progetti finanziati con quest’ultimo bando sono state incrociate con quelle contenute nelle graduatorie definitive pubblicate dal Miur (decreto direttoriale n. 110/2022).

L’analisi del Sole 24 Ore si è concentrata soprattutto sull’esito di quest’ultimo bando, più corposo: dall’analisi delle graduatorie definitive emerge la distribuzione territoriale dei 1.876 progetti ammessi, il rapporto delle risorse stanziate con l’attuale indice di copertura degli asili nido esistenti e l’impatto di questi progetti nei territori dove pesa di più l’inverno demografico.

La timeline del bando da 2,4 miliardi

Le tappe del maxi finanziamento per gli asili nido, dal decreto di riparto delle risorse alle proroghe dei bandi pubblicati, fino alle scadenze di oggi
02 dic
28 feb
03 mar
31 mar
14 apr
15 apr
31 mag
16 ago
08 set
26 ott
nov
dic
30 giu
31 dic
2021
02 dicembre
Decreto ripartizione risorse e apertura del Bando pubblico per la selezione di nidi e scuole infanzia
3 miliardi di euro
risorse totali
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2022
28 febbraio
Scadenza del Bando:
  • per i nidi arrivate richieste per 1,2 miliardi su 2,4 totali;
  • per le scuole dell'infanzia 2,1 miliardisu 600 milioni
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2022
03 marzo
Prima proroga dei termini al 31 marzo 2022, solo per nidi
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2022
31 marzo
Seconda proroga al 1° aprile 2022, solo per nidi.
Esito: le richieste salgono a 2 mld su 2,4 disponibili, +76% di domande, ma ancora debole la richiesta al Sud
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2022
14 aprile
Nuovo decreto per ricollocare 400 mln residui. In particolare previsto:
  • incremento risorse poli per l’infanzia
  • bando specificoper il mezzogiorno
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2022
15 aprile
Riapertura del Bando per il Mezzogiorno
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2022
31 maggio
Termine ultimo per la presentazione delle domande per il Bando Mezzogiorno.
Esito: utilizzo completo risorse 81 mln richieste su 70 mln
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2022
16 agosto
Prima pubblicazione graduatorie
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2022
08 settembre
Decreto direttoriale 57/2022 approvazione graduatorie. Stanziamento aggiuntivo di 108,7 mln euro da parte del Ministero per finanziare progetti pari merito - l'investimento finale sale a 3,1 mld di euro
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2022
26 ottobre
Decreto direttoriale 74/2022 di scioglimento delle riserve
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2022
novembre
Pubblicazione graduatorie aggiornate
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2022
dicembre
Pubblicazione graduatorie definitive
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2023
30 giugno
Termine per aggiudicarsi i contratti - avvio dei cantieri
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2024/2025
Esecuzione lavori
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2025
31 dicembre
Obiettivo Ue da raggiungere: 264.480 nuovi posti nido e infanzia
264.480
nuovi posti nido + infanzia
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L’analisi dell’esito del maxi bando

Inizialmente il bando aveva ricevuto meno candidature del previsto. La prima pubblicazione, poi prorogata, si è conclusa con 953 domande presentate e 1,2 miliardi assegnati. Con il secondo bando erano state presentate 1.676 domande per 2 miliardi di euro. I 400 milioni rimanenti sono stati poi assegnati con un decreto ministeriale. Per altri 70 milioni è servito un ulteriore bando, in sostanza il quarto, dedicato esplicitamente a Comuni del Mezzogiorno, a cui sono arrivate altre 74 domande per gli ultimi 80 milioni di euro. Più sentita, invece, la partecipazione degli enti locali al bando sulle scuole per l’infanzia.

Analizzando i progetti ammessi, oltre metà delle risorse andranno a Comuni del Mezzogiorno, in linea con quanto previsto dal bando. In termini assoluti sono gli enti locali nelle province di Bari, Napoli, Cosenza e Salerno a incassare di più, aggiudicandosi il 14,3% dei finanziamenti.

Al contrario, le province che riceveranno meno fondi sono Gorizia e Prato. Qui l’indice di copertura degli asili nido (cioè i posti disponibili ogni 100 bambini sotto i 3 anni, inclusi quelli in strutture private) ha già raggiunto il target del 33% previsto per il 2027, come livello essenziale della prestazione fissato dal Governo Draghi.

Più in generale il 15% dei finanziamenti ammessi andrà a territori dove questo indice di copertura già supera in media il 33%, un obiettivo che questi territori sperano di alzare ulteriormente raggiungendo il 45% raccomandato dal Consiglio europeo entro il 2030. Solo il 30% delle risorse, invece, andrà dove oggi si contano meno di 10 posti disponibili negli asili nido ogni 100 bambini residenti con meno di tre anni.

Quella degli asili nido, infine, diventa una sfida contro il declino demografico: il 36% delle risorse assegnate andrà a territori dove le previsioni demografiche Istat stimano un calo della popolazione infantile superiore al 10 per cento. Tra questi c’è Isernia: la provincia detiene il record negativo italiano nel tasso di natalità e soffre da anni lo spopolamento: qui dal Piano asili nido arriveranno fino a 10mila euro per ogni bambino potenzialmente interessato.

Per approfondire
di Manuela Perrone e Gianni Trovati
Italia/Attualità
di Manuela Perrone e Gianni Trovati
di Manuela Perrone e Gianni Trovati
di Manuela Perrone e Gianni Trovati
di Claudio Tucci
di Manuela Perrone e Gianni Trovati
di Manuela Perrone e Gianni Trovati
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Le difficolta di attuazione del Piano sul territorio

Alle preoccupazioni sul rischio di ritardi, i Comuni rispondono sottolineando che gli uffici locali hanno dovuto aspettare quattro mesi prima che fosse possibile sottoscrivere le convenzioni con il ministero. E da quel momento sono stati concessi loro solo sei mesi per redigere i progetti, attivare le gare e aggiudicare i lavori. Una grossa mano è arrivata poi da Invitalia, ma quando i soggetti attuatori sono più di 2mila il target del 100% delle aggiudicazioni potrebbe diventare un problema.

Negli ultimi mesi, inoltre, sono state presentate 600 richieste di modifica dei progetti per via del rincaro dei materiali e dell’energia. Tra gli enti locali più esposti c’è anche Roma Capitale che con l’ultimo bando ha ottenuto finanziamenti per 8 progetti nell’ambito del Piano asili nido (6 nidi e due poli per l’infanzia). “La candidatura è stata presentata prima della guerra e della fiammata inflazionistica: ora dobbiamo trovare un ulteriore 30% di risorse necessarie per finanziare i progetti”, spiega l’assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture, Ornella Segnalini. “Dovremo cercarle nel bilancio del Comune oppure sperare che venga approvato un nuovo riparto delle risorse”, aggiunge.

A Roma assicurano che le gare verranno aggiudicate nei tempi. Qualche difficoltà emerge nel caricamento dei dati sulla piattaforma Regis: “Non dialoga con le altre piattaforme – racconta l’assessore – e in molti casi ci sono anche altri finanziamenti: questo significa che gli uffici sono costretti a lavorare su sistemi gestionali differenti che non sono tra di loro interoperabili”. E il personale scarseggia: “Lavorare in Comune è poco attrattivo, sia per gli stipendi che per le responsabilità. A Roma chi cerca un posto nella pubblica amministrazione trova alternative molto più appetibili”, conclude Segnalini.

La svolta è arrivata con le semplificazioni. In Veneto sono una novantina i progetti ammessi ai finanziamenti per quasi 200 milioni di euro di cantieri. “Sono state riscontrate delle problematiche – ha detto il presidente Anci Veneto, Mario Conte - in modo particolare dai Comuni più piccoli. Un passo concreto è stato compiuto con il decreto del Pnrr che introduce un pacchetto di semplificazioni amministrative”. Conte fa riferimento soprattutto al riconoscimento, a sindaci e presidenti di Province e Città metropolitane, della possibilità di operare come commissari straordinari e di avvalersi di personale esterno alla Pa.

La messa a terra del Piano asili nido del Pnrr coinvolge uffici nazionali e locali. Tutti, nel rimpallo delle responsabilità, si stanno giocano una partita cruciale per il Paese. Alla fine del 2025 mancano solo circa 30 mesi.

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