Neve, stagione
in salita
A guardare i dati, la stagione aveva tutte le caratteristiche per partire bene. «A fine novembre si è chiuso un periodo sufficientemente freddo e nevoso per una prima accelerata sulle Alpi, ma ancora meglio sugli Appennini, dove addirittura eravamo sopra la media» spiega Francesco Avanzi, ricercatore CIMA. La curva che confronta l’accumulo di neve in Italia questa stagione, a confronto con la media 2011-25 e con quella dell’anno scorso, mostra infatti una risalita il mese scorso, solo che la situazione è cambiata in fretta.
«Nella prima metà di dicembre siamo incappati in uno scenario tipico da cambiamento climatico - continua Avanzi - ha smesso di piovere e nevicare ed è arrivata una ondata di calore, che è stata più forte oltralpe. Questo ha bloccato l’evoluzione della stagione di neve. Quindi oggi sulle alpi abbiamo deficit molto intensi sotto i 2mila metri. Più nel dettaglio, possiamo individuare tre fasce: sotto i 1500 metri di altitudine c’è una assenza totale di accumulo. Tra 1.500 e i 2.000 le anomalie sono molto forti rispetto allo storico, -50/60%. Solo sopra i 2.500 la neve tiene, ma comunque in condizioni sotto media mediamente del 30/40%».
Neve nelle regioni italiane, serie storiche
Sul scala nazionale l’aggiornamento del 16 dicembre registra un deficit di neve del 61% rispetto alla media storica 2011/25. E di circa il 23% rispetto allo stesso giorno di un anno fa. I dati sono della Fondazione CIMA e sono consultabili nell’ Osservatorio Neve e siccità di Lab24 sviluppato in collaborazione con l’ente di ricerca. In questa pagina trovate dati e mappe con i dettagli di ogni provincia italiana.
È chiaro che non tutto è perduto. L’inverno è alle porte. Le precipitazioni degli ultimi giorni stanno portando un po’ di neve in quota, in particolare a Nord-Ovest, con un impatto che il monitoraggio potrà valutare nei prossimi giorni. Secondo le previsioni dell’agenzia nazionale ItaliaMeteo per dicembre le precipitazioni dovrebbero essere sopra media nel Nord-Ovest, ma sotto media sul resto del territorio.
Anomalia rispetto alla media 2011/26
Se vediamo l’anno scorso, la stagione invernale si era ripresa con intense nevicate e gennaio e febbraio. «Lo scenario a cui ci stiamo abituando, però, è che una volta nel mezzo tra diverse nevicate la neve restava. Ora si ritira per le temperature più alte» sottolinea Avanzi.
Il limite principale di questa prima fase stagionale è stato rappresentato dalla scarsità delle precipitazioni. Su molte aree del paese, e in particolare sul Nord-Ovest e sugli Appennini centrali, novembre ha registrato quantitativi sensibilmente inferiori alla norma, con anomalie negative di precipitazione che hanno raggiunto anche il -60% rispetto ai valori medi. In assenza di apporti significativi, il potenziale offerto dalle basse temperature non si è tradotto al momento in un accumulo duraturo e consistente.
Accumulo nivale per provincia, la serie storica
La seconda metà del mese si preannuncia complessa e sarà determinante per capire come andrà veramente la stagione. In particolare c’è attesa per capire come sarà la situazione a gennaio, quando le Olimpiadi invernali sulle nostre Alpi saranno alle porte.